sabato 9 gennaio 2010

Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri



Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?


CONTATTI E INFO
primomarzo2010.blogspot.com

martedì 1 dicembre 2009

Io sradicato poeta per fame e sogni...


Per coloro che non hanno diritto alcuno
Non conoscono pace e uguaglianza
Che vivono nel terrore
E nell'angoscia
Non conoscono democrazia
Né partecipazione

Per coloro che non hanno mai conosciuto
L'amore
Nati nella cultura della guerra
Giocano con le armi
Oppressi da mali secolari
E odi tribali

Per coloro che navigano nell'assoluta
Arretratezza
E sognano solamente nemici
Vivono nella povertà
Nell'ignoranza
Non conoscono la libertà

Per coloro che nascono nello
Sfruttamento
Umiliati nella dignità
Vivono nell'oppressione e non possono ribellarsi

Per coloro che vivono una vita
Penosa
Che hanno interiorizzato l'offesa
Vivono nella sofferenza e nella paura

Per coloro che permangono
Nell'impotenza
E di lottare non hanno forza

Per coloro che desiderano ridere
E vogliono la pace
Io sogno
Quel sottile tremante
Raggio di luce
Che un giorno
Esitante
Illuminerà i loro volti
Ma che mai più
Abbandonerà le loro anime

(Dal libro Akhria - io sradicato poeta per fame e sogni e incubi di un clandestino - del poeta Hamid Barole Abdu. Libreria del Teatro Editrice, Reggio Emilia, 1996. Genere: Poesia)

Biografia di Hamid Barole Abdu:
Nato ad Asmara (Eritrea)nel 1953 vive stabilmente in Italia dal 1974. Nel 1996 ha pubblicato un libro di poesie dal titolo "Akhria. Io sradicato poeta per fame" con cui ha vinto la XIII Edizione del Premio letterario SATYAGRAHA. Dai testi di Akhria sono stati realizzati due spettacoli teatrali. Ha maturato un'esperienza ventennale come operatore di settore della psichiatria occupandosi delle problematiche relative all'immigrazione. Collabora, come docente, alla preparazione dei mediatori culturali.

fonte:meditare.net

mercoledì 18 novembre 2009

sabato 31 ottobre 2009

Anche quest'anno ripartono i corsi di ASHIWA!!!





martedì 18 agosto 2009

Bankitalia: immigrati in aumento ma non tolgono lavoro agli italiani.


Roma, 18 ago. (Adnkronos) - La crescita della presenza straniera in Italia ''non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani''. E' quanto rileva uno studio di Bankitalia dedicato alle economie regionali che evidenzia in particolare l'esistenza di ''complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne''. Per queste ultime, la crescente presenza straniera attenuerebbe i vincoli legati alla presenza di figli e all'assistenza dei familiari più anziani, permettendo di aumentare l'offerta di lavoro, si legge nello studio dell'istituto centrale.



A partire dagli anni Novanta, l'Italia è divenuta meta di considerevoli flussi migratori dall'estero. La quota di popolazione immigrata, sottolinea lo studio, è passata dallo 0,6 per cento nel 1991 a quasi il 6 nel 2008. Nell'ultimo quinquennio il numero di stranieri residenti è più che raddoppiato, portandosi a 3,4 milioni di persone. Sull'aumento hanno influito la regolarizzazione avviata nel 2002 che ha portato all'emersione di circa 650 mila persone che già lavoravano in Italia e gli ingressi di cittadini europei divenuti comunitari recentemente.

Le nuove generazioni di stranieri registrano significativi tassi di abbandono scolastico e un livello di competenze inferiore a quello, già modesto nel contesto internazionale, degli italiani, prosegue Bankitalia che sottolinea come le difficoltà scolastiche degli stranieri sono più accentuate nel Mezzogiorno.

L'afflusso degli immigrati non ha interessato in maniera uniforme tutte le aree del Paese: l'incidenza della popolazione straniera è oggi molto più elevata nel Centro Nord (quasi l'8 per cento) rispetto al Mezzogiorno (2,1 per cento). In Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte, dove si concentra il 45 per cento della popolazione italiana e si produce poco meno del 60 per cento del valore aggiunto nazionale, risiedono quasi il 70 per cento degli stranieri.

Nel 2008, ricorda Bankitalia citando i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro dell'Istat, i lavoratori stranieri residenti in Italia rappresentavano il 7,5 per cento dell'occupazione complessiva; al Centro Nord l'incidenza era superiore al 9 per cento, a fronte del 3 nel Mezzogiorno. Il tasso di occupazione degli stranieri in età lavorativa era pari al 67 per cento, 9 punti percentuali in più rispetto agli italiani.

Il divario è in parte riconducibile a caratteristiche individuali, quali la minore età media degli stranieri e la necessità di avere un lavoro per ottenere il permesso di soggiorno, in parte alla loro concentrazione nelle aree più sviluppate del Paese, dove è più forte la domanda di lavoro. Il tasso di occupazione degli stranieri residenti nel Mezzogiorno era pari al 59 per cento, circa 9 punti percentuali in meno rispetto a quello del Centro Nord. E' ragionevole ipotizzare che i più bassi tassi di occupazione nel meridione risentano della maggiore diffusione del lavoro sommerso e dei fenomeni di irregolarità, si legge nello studio.

Sempre secondo elaborazioni della Banca d'Italia, i redditi da lavoro dipendente nel settore privato degli stranieri sono inferiori di circa l'11 per cento a quelli degli italiani. Il differenziale salariale, oltre al minore livello di istruzione degli stranieri, è attribuibile anche a una maggiore concentrazione in settori di attività e mansioni meno qualificate e in imprese meno produttive. Le retribuzioni degli stranieri nel Mezzogiorno sono più basse di quelle al Centro Nord.

Il livello di istruzione dei lavoratori stranieri è in media inferiore a quello degli italiani. Nel 2008, gli occupati con cittadinanza estera di età compresa tra i 25 e i 65 anni in possesso al più di un titolo di studio corrispondente alla scuola media inferiore erano il 44 per cento, quasi 7 punti percentuali in più rispetto al corrispondente valore per gli italiani; quelli in possesso di una laurea erano circa il 13 per cento a fronte del 18 per gli italiani.

Il grado di istruzione degli stranieri è inferiore nelle regioni meridionali, dove la quota di lavoratori immigrati in possesso di una laurea è dell'8 per cento (5 punti in meno del Centro Nord) e la quota di stranieri con al massimo l'obbligo scolastico è pari a circa il 65 per cento (13 punti in più che nel Centro Nord).

Fonte: bankitalia.com

mercoledì 27 maggio 2009

Da che parte stare - FOTO e AUDIO dalla manifestazione nazionale di Milano


Sabato 23 maggio un grande corteo ha attraversato le vie di Milano: dalla stazione centrale fino al cuore di Milano, piazza Duomo, oltre 20.000 uomini e donne, italiani e migranti, hanno sfidato il caldo e il silenzio che circonda la condizione migrante. Un grande corteo che rifiuta la logica della "guerra tra poveri" e la rovescia. Non con la semplice solidarietà, ma con una scelta di parte precisa: la parte dei migranti e delle migranti, la parte di coloro sui quali a causa della Bossi-Fini si scarica il peso maggiore della crisi, e che sono indicati con il pacchetto sicurezza come i nemici da combattere (leggi l'appello della manifestazione).

FOTO E APPROFONDIMENTI http://www.coordinamentomigranti.splinder.com/post/20615819/Da%20che%20parte%20stare%20-%20FOTO%20e%20AU

FONTE coordinamentomigranti.splinder.com

venerdì 22 maggio 2009

Siamo tutti migranti.

http://www.youtube.com/watch?v=0oJcgFkFuAc

venerdì 15 maggio 2009

Una giornata di un clandestino

Sono le 5, mi sono appena svegliato. I miei compagni dormono ancora. Metto su un po’ di latte e riscaldo il riso che mangeremo. Oggi inizia una nuova giornata, devo far presto per arrivare al solito angolo di strada sperando che venga il “caporale” e mi scelga per lavorare. E’ già una settimana che mi hanno promesso di chiamarmi ma ancora non ho trovato lavoro. Dicono che non parlo bene l’italiano e che quindi è difficile potermi spiegare cosa devo fare. Io ho buona volontà, cerco di studiare ma questi suoni che sento e che chiamano parole sono difficili. Sento dei colpi alla porta, voci dure che mi dicono di aprire. Apro e sono sbattuto contro il muro. I miei amici ancora mezzi addormentati vengono buttati giù dal letto.”Carabinieri, documenti subito”. Mi sembra di rivivere l’incubo da cui sono scappato. Qui non c’è la guerra, eppure i modi di costtoro sono uguali a quelli dei miliziani. Hanno le stesse divise di quelli che quando ci vedono passare sui camion mentre ci conducono al lavoro, girano lo sguardo dall’altra parte e fanno finta di non vederci. Il mio caporale quando li incontra li saluta e ci dice di non preoccuparci, perché “sono amici”.Perché oggi ci trattano così? Hanno buttato tutte le nostre cose per aria, e questa stanza di 50 mq che divido con altri tre miei compagni, sembra un campo di battaglia. Ci portano su di un furgone, ho paura e leggo la stessa paura negli occhi dei miei compagni. Mentre mi conducono in caserma, ripenso a tutto quello che ho affrontato per venire qui. Ho solo 16 anni e mi sento un vecchio. Ricordo ancora quando vennero gli uomini bianchi buoni e mi promisero che per me ci sarebbe stato un futuro in Italia. Italia..dov’è l’Italia. Io conosco appena qualche villaggio qui vicino ed il più vicino è a 20km dal mio. L’italia è dopo il mare. Il mare…. Ho passato la notte prima della mia partenza con mia madre che mi guardava e tratteneva le lacrime. Siamo partititi ch’era ancora notte, ci abbiamo messo un mese per arrivare al mare. Eccolo, è la prima volta che lo vedo. Ci hanno caricato su di una barca, tutti insieme e siamo partiti. Chissà se il mio dio è potente pure qui. Io so che mi protegge sulla terra, ma queste onde che ci sbattono riuscirà a fermarle? Sono due giorni che siamo in viaggio, no è solo mezz’ora. Siamo arrivati. Ci portano in uno stanzone, ci urlano e ci prendono le impronte, Ci dicono cose che non capiamo e ci stanno dicendo che abbiamo “contravvenuto alle disposizioni previste dall’art…..della legge…”. Ci fanno aspettare in una stanza . Quanto tempo è passato? Provo a chiedere dell’acqua, ma non mi rispondono. Il tempo passa. Ecco si riapre la porta, forse è finita. No, ci spintonano su di un nuovo furgone. Ripartiamo. Non è più il rumore del mare, è il traffico. Andiamo verso Napoli. Ci portano in Questura. Ci fanno scendere, davanti a noi facce di persone compiaciute che ci guardano come criminali. Ci fanno scendere e ci portano in una nuova cella. Forse adesso ci daranno da mangiare e da bere. Sono stanco, sono passate ore e nessuno che ci dica che cosa succederà. Forse fuori i mie amici avranno saputo, forse adesso arriverà qualcuno che parla la mia lingua ed a cui potrò dire che non ho fatto niente di male, che sono qui perché cercavo un lavoro. Fuori, fuori mi sento ancora come quando viaggiavamo chiusi nella stia nella nave. Ho sete, ho fame, qui continuano a guardarmi come se fossi un criminale. Dove sono gli altri miei compagni? E’ finita, sono le 19,20, ho ancora fame e sete, ma sono fuori. Ho un foglio che dice che sono un indesiderato, che devo andare via, che devo ritornare nel mio paese. Non posso tornare sconfitto. I miei familiari hanno mandato me perché ero il più forte, perché potevo aiutarli. Non torno. Resto clandestino.

Blitz e maltrattamenti a Quarto Flegreo (NA)

In data 13 maggio c.a., alle ore 6.00 del mattino, un gruppo operativo della sezione di Pozzuoli dei carabinieri di stato , sono stati protagonisti di un blitz effettuato presso l'abitazione di 9 immigrati di nazionalità burkinabè.
I suddetti hanno fatto irruzione nell'abitazione sita in via Sannullo a Quarto Flegreo ed hanno prelevato gli immigrati, conducendoli prima presso la stazione dei Carabinieri di Pozzuoli dove gli sono state prelevate le impronte digitali e contestato l'ingresso clandestino nel territorio italiano.
Successivamente gli è stato notificato il foglio di espulsione dal territorio italiano ed in seguito, in maniera alquanto anomala, i sovvenzionati sono stati trasferiti alla questura centrale di Napoli, nella quale sono stati trattenuti fino alle ore 19.
L'associazione Ashiwa Arci di Quarto, presso la quale i ragazzi immigrati seguono i corsi di lingua italiana e si avvalgono di assistenza legale e morale, insieme all'associazione Bayri, costituita dagli immigrati del Burkina Faso come associazione di promozione sociale e culturale, denunciano i maltrattamenti subiti dai fermati e consistenti in:

1) mancata assistenza di un mediatore culturale, in quanto, pur essendo i verbali redatti in varie lingue, non è stato considerato il fatto che non tutti i fermati parlano le lingue riportate, e non tutti i fermati sono in grado di leggere e comprendere quanto scritto

2) mancata fornitura di acqua e viveri durante l'intera durata del fermo (18 ore)

3)dall'esame della documentazione rilasciata, si notano incongruenze:
è stato notificato un decreto di espulsione senza che lo stesso sia stato fatto precedere da un regolare foglio di via.

giovedì 23 aprile 2009

MILANO: Rifugiati, la protesta invade anche il centro

Un lungo pomeriggio da rifugiati nel centro di Milano, fino a quando in città si sono accese le luci della sera. E' quello vissuto da almeno 200 immigrati - in gran parte eritrei, ma anche etiopi e somali - che chiedono una casa in virtù del loro status di richiedenti asilo o aiuto umanitario. Il loro corteo, a cui hanno preso parte anche alcune decine di giovani dei centri sociali, è partito dopo pranzo da Porta Venezia. Ha attraversato Corso Venezia fino a piazza San Babila, nel cuore di Milano, dove si è trasformato in un lungo sit-in. "Non siamo animali" e "il governo italiano deve rispettare i nostri diritti" sono alcuni degli slogan scanditi in italiano e in inglese. In testa alla manifestazione, a reggere gli striscioni, alcune delle 28 donne che partecipano alla protesta. Con loro anche due neonati.

I rifugiati sono quasi tutti molto giovani e determinati, alcuni portano i segni degli scontri di ieri con le forze dell'ordine in seguito allo sgombero di un residence che avevano occupato. Oggi non ci sono stati episodi di violenza e le decine di poliziotti e carabinieri che accompagnavano il corteo non hanno dovuto intervenire. Arrivati a piazza San Babila, gli immigrati hanno chiesto di proseguire per il Duomo, con l'obiettivo di dare più visibilità alla loro causa, ma dalla questura la risposta è stata un 'no'. Sul posto, a mediare, alcuni esponenti locali di partiti di sinistra e i rappresentanti dell'associazione antirazzista 3 Febbraio. Era presente anche un funzionario dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati.

L'unico momento di tensione c'è stato quando un passante ha rivolto parole offensive agli immigrati: la polizia ha bloccato alcuni di loro, che volevano inseguirlo. Quindi una delegazione di quattro eritrei, tutti uomini, è stata ricevuta nella sede milanese della commissione europea. Il rappresentante dell'esecutivo Ue, Carlo Corazza, ha ascoltato le richieste dei rifugiati e ha promesso di contattare il comune di Milano per cercare di trovare una soluzione. Al ritorno della delegazione in piazza San Babila, dopo lunghe discussioni, quando era ormai sera gli immigrati hanno accettato l'ospitalità di una struttura della chiesa cattolica per un centinaio di loro.

fonte: repubblica.it